ALLEVAMENTO RED DEVILS

   

SIAMO ANDREA E KAROLINA SCARTOZZI (GIUDICI CINOFILI DI BELLEZZA CSAA) PROPRIETARI DELL'ALLEVAMENTO AMATORIALE RED DEVILS. 

DA 30 ANNI CINOFILI APPASSIONATI E AMANTI DI QUESTA BELLISSIMA RAZZA. 

I NOSRTI ROSSI SONO TENERI E DOLCI, MOLTO INTELLIGENTI E AFFETTUOSI.

SI ADDESTRANO FACILMENTE PER LA CACCIA E POSSONO VIVERE  ANCHE IN APPARTAMENTO.

LA NOSTRA FILOSOFIA E' LA SELEZIONE MORFOLOGICA E CARATTERIALE DI QUESTA BELLISSIMA RAZZA.

VENITE A TROVARCI!!!

Il Setter Irlandese

(dalla monografia della razza fatta per l’ENCI 1996 da me, come collaboratore di Cesare Maurizio Valvo) 

Essendo stato invitato dal Setter Irlandese Club a curare per la rivista dell'ENCI  la monografia dedicata alla razza, del mese di settembre n.8 del 1996, ho accettato con piacere  tale compito pur nella consapevolezza che ben poco, forse nulla di nuovo rispetto a quanto è già stato scritto potrà ancora essere portato a conoscenza dei lettori. Tuttavia, cercherò di cogliere questa importante occasione per riportare l'attenzione  sulle caratteristiche originarie del setter irlandese che nella classificazione utilitaria risulta essere, non,dimentichiamolo:Cane-da-ferma.
Questo cane, nobile e incantevole, sportivo ed elegante, è stato paradossalmente tradito dalla sua seducente bellezza, lo sappiamo, per lungo tempo se ne è fatto cane da compagnia prima che da caccia. La selezione, troppo  spesso, non è stata fatta partendo dai criteri del lavoro, ma unicamente finalizzata al miglioramento delle qualità estetiche, arrivando così a produrre soggetti magnifici ed eleganti per la bellezza ma privi delle fondamentali qualità venatorie. Mai come in questo momento sono di attualità le parole dell' illustre Presidente della S.I.S. Dr. Fabio Cajelli: " ... se noi desideriamo avere un bel cane, sia esso setter inglese, irlandese o gordon, dobbiamo maggiormente desiderare che sia anzitutto un buon cane da caccia e ricordare che un setter bello ma inutile sul terreno, non solo non ha alcun valore, ma è un riproduttore nocivo alla razza". Fortunatamente alcuni appassionati della razza, ancora troppo pochi, quasi esclusivamente a livello amatoriale, allevano e selezionano in Italia ed in Europa per riportare il setter irlandese alle origini, ottenendo confortanti risultati. Il setter irlandese è un cane costruito per il galoppo vigoroso, agile e rapido: permettiamogli di sfogare il suo bisogno di grandi spazi, il suo desiderio di galoppare nel vento, il suo ardore a scovare la selvaggina, anche quando il suo proprietario non è un cacciatore.

Non sacrifichiamolo alla banalita!!!!!!

ORIGINI DELLA RAZZA
Un breve cenno alle origini della razza è d'obbligo. I cittadini dell'isola  smeraldo (Irlanda) hanno sempre amato mettere in risalto la bella qualità delle loro cose. Ricordo John Nash, il padre degli irlandesi da lavoro, una sera della primavera del 1988 in un albergo di Laversines in Francia, davanti al fuoco del camino, mettere in risalto con dovizia di particolari la storia e le caratteristiche di un favoloso Whisky  irlandese che si apprestava a farci assaggiare.
Ma, aimè, altrettanto non si può dire del nostro setter rosso; il tempo e la nebbia irlandese hanno gettato una coltre sulle precise origini di questo "figlio d'Irlanda" che tanto fa discutere  i cinofili, siano essi dediti alle prove di lavoro o alle   esposizioni.Tuttavia è accertato, come conferma la bibliografia cinegetica di quell'epoca, che l'irlandese in ordine di tempo  è stata la prima delle razze setter, a lui, il più discusso tra i cani da ferma, ricorsero i grandi allevatori delle due altre varietà per aumentare la passione per la caccia ed alleggerire la costruzione, nonché per sfruttare la sua resistenza alla fatica e la sua non comune potenza d'olfatto. Sembra altresì certo che la razza si sia sviluppata verso la fine del ‘700 attraverso una serie di incroci tra i Modder - Rhu, cioè gli spaniel rossi presenti in Irlanda in quel tempo, i blodhound. e successivamente con apporto di sangue pointer. Anche i cugini setter inglese e gordon, saldarono il "debito di sangue". "Come" questi incroci siano avvenuti e precisamente "dove" non si sa. A quel tempo i cani erano selezionati, riconosciuti e ricordati più per la loro abilità nel lavoro che per i loro "pedigree", non troppo attentamente registrati.
Due distinti colori della razza erano comuni in Irlanda: rosso e rosso e bianco. Ciascun allevatore reclamava la superiorità della sua varietà: i “tutto rosso” venivano accusati di essere difficili da vedere e correvano il  pericolo di ricevere qualche fucilata, i sostenitori affermavano invece che erano più mimetici.Con l’avvento delle mostre di cani in Inghilterra, nella metà del  1800, il setter irlandese iniziò un nuovo capitolo del suo sviluppo, prevalse per l’estetica  il rosso integrale che si impose. Nel 1874 la razza fu ufficialmente chiamata Setter irlandese mentre nel 1885 a Dublino fu redatto lo standard ufficiale ove fu confermato che colore del mantello deve essere monocolore.Il celebre giudice dell’ Enci, Dott. Fabio Cajelli,  rilevato che lo standard redatto nel paese del origine conteneva descrizioni piuttosto scarne, elaborò un mirabile commento riportato nella presente monografia.

                                                                                                                     IL SETTER IRLANDESE IN ITALIA DAI PRIMI DEL NOVECENTO…..

In Italia fu molto in voga alla fine del secolo scorso e nei primi anni del novecento. Nel periodo a cavallo tra la prima e la seconda guerre mondiale alcuni tecnici particolarmente attenti al cane da lavoro importarono d’oltre Manica alcuni setter irlandesi di notevoli qualità venatorie e morfologiche che si distinsero sui terreni delle prove di lavoro, accanto ai pochi soggetti presenti in Italia. L’Ing. Ulisse Bosisio, Presidente del Kennel Club Italiano, ottenne ripetuti risultati con i suoi “ Vertagus e Ruber”.Diable Rouge del Castelluccio del Dott. Cajelli, nel 1914 trionfò nel Derby del Kennel Club a soli 13 mesi.

Non può essere dimenticato il Comm. Nasturzio di Genova con Fly e Red Silver Stella che fu definita dal giudice Tonolini  “irlandese dall’olfatto chilometrico”.    II grande setterman Ciro Matteucci importò il leggendario Camp. Kirkland, che il Dr. Cajelli definì " il più grande irlandese di tutti i tempi" e Santarelli "il più grande stilista" e poi i "Selectus" di Ciro Fatini, i "della Balzana" del Cav. Muratori e i "Red Silver" del Marchese De Reali. A caccia piaceva la sua resistenza, la passione, l'andatura veloce, non seconda a quella del pointer, i suoi tipici rallentamenti e sbandamenti, la sua ferma sicura.Con lo scoppio della seconda guerra mondiale questo importante patrimonio genetico andò, purtroppo, praticamente perduto.
Bisogna arrivare agli anni 60 per rivedere i setter irlandesi tornare ad affermarsi nelle prove di lavoro. Il merito è di pochi, grandi allevatori, e di qualche appassionato della razza. Ricordiamoli brevemente. Cominciamo da Sergio Barbolini con le sue "Fiamme di San Vito" Fast e Fidus, figli del  Ch. R. Friend di Valmontone, condotti dal dresseur Guido Sacchi. Ottenne il primo Cac in prova di caccia pratica, la riserva di Cac in prova classica a quaglie e MB in prova classica a starne, risultò soggetto avido, con buon galoppo e notevole portamento di testa. Il secondo si classificò, tra l'altro, MB in prova a grande cerca, soggetto di temperamento dal galoppo potente, andava sul selvatico da lontano, con ferme a distanza e guidata sicura. Triumph delle Fiamme di S. Vito risultò soggetto con andatura spinta e piacevole, bella presa di terreno, senso del selvatico e guidata sicura. E poi ancora Spyder e Brios  2°. Renzo Guidotti si impose sui terreni con i suoi "Diavoli Rossi": Zara 3a venne definita da Giacomo Griziotti "autentica beccaccinista". Lapo e Willy condotti da Valgo Ghignola risultarono soggetti di gran temperamento,  intelligenza venatoria con eccellente movimento e presa di terreno, e poi Weber, Betyar e Tua che diventarono anche campioni di bellezza. Ed arriviamo alla lunga lista dei "Moanruad", noto affisso dell'allevatore irlandese John Nash, scomparso pochi anni fa. Di Vittorio Pelegatti ricordiamo Moanruad Rosila, grande beccaccinista, condona da Guido Sacchi  vinse con il Cac e Moanruad Kieran che, condotto da Franco Giachino, risultò soggetto dotato di fondo con buon movimento, portamento di testa e presa di terreno; altrettanto dicasi del fratello Moanruad Kaye di Ciro Falini condotto da Gelasio Pannocchi.
Tiziano Formaggio allevamento "di Gualtbr" importò Moanruad Matti, ottimo soggetto e ancora  Moanruad Spray di Elio Jacovitti condotto da Gino Botto, che al raduno di Crema questa primavera mi confermava essere stato un magnifico galoppatone con superbo portamento di testa e fondo notevole. Gli indigeni Diablo e Dolly, quest'ultima campionessa  di bellezza, condotti dall'allevatore Giorgio Baldoni, furono soggetti interessanti dal punto di vista morfologico e attitudinale.
Un contributo notevole alle importazioni  di sangue irlandese è venuto dall'allevamento "Cane Rosso" di Stefano Vitale Brovarone.  Moanruad O' Moy fu soggetto che assommava alle spiccate capacità attitudinali altrettante caratteristiche morfologiche. Morto  prematuramente gli mancavano un Cac in prova di lavoro e un Cac in esposizione per il titolo di campione assoluto; è stato proclamato campione riproduttore. Sempre dell'allevamento "Cane Rosso"  ricordiamo la Ft.Ch. Moanruad Gin, Moanruad Sea Breeze.  Moanruad Ken Rose.CH. R. Moanruad Steve, Moanruad Relko. tutti ottimi soggetti che hanno vinto nelle prove sul terreno. Un soggetto poco conosciuto è stata la Petra di Mariano Mariani che condotta da Pratesi conseguì risultati sia in Italia che all'estero, anche in prove a grande cerca.
Dei primi anni 80 ricordiamo Athos e Aris "della Ventana" di Rino Rosciarelli, Firmum  Argo di Giovanni Paradisi, 2 Cacit a coturnici. Ed ancora il campione riproduttore Moanruad Mal e Lagò dell'allevamento della "Magna Sila" di Antonio Mazzucca,

                                                                                                                                                       ... AI GIORNI NOSTRI
Veniamo all'ultimo decennio. Per ragioni di spazio risulta impossibile riportare i numerosi setter irlandesi ed i loro lusinghieri risultati conseguiti nelle prove di lavoro. Citeremo, quindi, le affermazioni più significative, scusandoci sin d'ora con coloro, allevatori, proprietari e conduttori, che in questi anni hanno contribuito con passione, dedizione e sacrificio al bene della razza.
Nel 1984 Dero di Matteini conquista il primo Cac che lo porterà al Campionato Italiano di Lavoro; e stato il primo setter irlandese a conseguire il titolo nella storia della razza nel nostro Paese. Raf di Sovigliana di Misuri conquista, l'anno successivo, la vittoria nel 2° Campionato d'Europa per Setter Irlandesi a Laversines in Francia.
Nel 1986 il Campionato d'Europa si corre al Mezzano dove Benito Calastri porta alla vittoria Cane Rosso Job: nello stesso anno Mancini attribuisce il Cacit a Lord di Paradisi a Montappone.
Nel 1987 Faruk di Felini e Zanetti conquista il primo Cacit che gli aprirà la strada di una gloriosa carriera che lo porterà a meritare il titolo di Campione Assoluto.  Questo cane, vincitore per due anni consecutivi 1987 - '88 del Trofeo Oddo della SIS che premia il più bravo ed il più bello dell'anno fra le razze setters, rimarrà nella storia della nostra razza. Nel 1988 Benito Calastri si ripete conducendo Cane Rosso Malì a vincere il Campionato d'Europa con il 1° Ecc/Cac ed il titolo di Campione Italiano di Lavoro. L'anno successivo Malì si aggiudica il Trofeo Oddo. Nei due anni successivi Carlo Sardone ottiene un primato difficilmente superabile: tre setter irlandesi Campioni Internazionali: sono Buc della Magna Sila di Antonio Mazzucca. Bill di Giovanni Paradisi e Gimac Erik di Giuseppe Cocozza. Quest'ultimo figlio del Campione francese Samourai de la Chaume Rigault e di Diva della Vecchia Irlanda, è purtroppo recentemente scomparso mentre si stava dimostrando ottimo riproduttore: una grave perdita per l'allevamento italiano. Gimac Erik ha fatto parlare di sé in Italia ed all'estero, a 22 mesi di età era già campione Jugoslavo e Internazionale,  a 27 mesi anche Campione Italiano, storico il 2° Ecc.  Ris. / Cac al Derby del 1991. Nel 1992 Adua di Silvano Marescalchi, condotta da Sardone, viene proclamata Campionessa Italiana di Lavoro e sucessivamente anche campionessa italiana di bellezza,mentre Eluna delle Furie dei Biagioni, proprietario e conduttore Varo Silveri, si aggiudica il Campionato Italiano della Federcaccia in un turno, udite... in coppia con il setter inglese campione d'Europa Francini's Aston. Eluna ha conseguito il titolo di Campionessa Assoluta nel 1994. Anche il 1996 ha già il suo campione italiano di lavoro, si tratta di Sunny della Magna Sila di Ciraolo ed altri due soggetti, di cui non citiamo il nome per scaramanzia, sono vicini all'ambito traguardo. Ai giorni nostri la situazione in questo anno 2011 vede confermare gli sforzi del passato in numerosi soggetti  attuali come il due volte Campione europeo Urtis della Chaume Rigaulte. O come  tutti i figli del campione Devil di Benito Calastri a sua volta figlio del campione Gimac  Erik, figlio del campione Samurai della Chaume Rigaulte, che ancora oggi ottengono ottimi risultati in prova. 

                                                                                                                                                      A CACCIA E IN FAMIGLIA
Possiamo tranquillamente affermare, senza timore di smentita, che il setter irlandese (quello con il sangue da lavoro nelle vene, naturalmente) è un cane estremamente versatile, utilizzabile per qualsiasi tipo di caccia. Esistono cacciatori che lo utilizzano in montagna a galli e bianche, altri che posseggono ottimi beccaccinisti, altri ancora che ne hanno fatto specialisti della caccia alla "Regina del bosco". Eresie? No di certo. Argo e Lord di Paradisi, ad esempio hanno meritato il Cacit in prova di caccia pratica su coturnici e il neo campione italiano di lavoro Sunny della Magna Sila è plurieccellente e Cac a beccacce. Se volete sapere come si comportano gli irlandesi sulle quaglie, quelle vere di passo, chiedete al siciliano Cassata. Altri cacciatori, infine, più comunemente, sfruttano la duttilità del setter irlandese cacciando tutta la stagione ogni tipo di selvaggina. Per quanto concerne il carattere del setter irlandese mi permetto di dissentire totalmente da coloro che asseriscono essere un cane indipendente, testardo o addirittura, come mi è capitato di leggere di recente, diffidente.
Un articolo sulla razza pubblicato su un vecchio numero della rivista francese "a tout Chien" a firma di Karine Ciupa titolava":L'ardeur de la fiamme, la douceur de l'amine"; poche parole per definire il carattere di questo cane intelligente, nevrile, ma anche particolarmente sensibile, dolce ed affettuoso, specialmente con i bambini. Convengo, invece, sul fatto che il suo carattere tipicamente "irlandese"  talvolta crei qualche problema in più nel dressaggio. Michel Herbelin, conduttore del famoso campione francese Samourai de la Chaume Rigault, sosteneva che pur non essendo possibile generalizzare sulle varie razze, in quanto tutti gli allevatori sanno che ciascun soggetto costituisce una entità, l'esperienza permette di affermare che il dressaggio del setter irlandese non è semplice. Il suo temperamento nevrile ed il suo rifiuto a subire coercizioni esigono dal suo educatore  esperienza, duttilità e adattamento al carattere del soggetto.

                                                                    

                                                                                                                                                            IL FUTURO
Abbiamo iniziato e terminiamo citando Cajelli: "... purtroppo la razza irlandese non ebbe la fortuna di avere un Lawerack o un Llewellin che sì occupasse seriamente di essa, perché sono i grandi allevatori dolati di profonda cultura zootecnica, di grande passione e di cospicui mezzi finanziari che possono riuscire a migliorare e fissare le doti sia estetiche che ginetetiche di una razza".
"Con piena coscienza e serenità si può affermare che se l'irlandese fosse stato allevato con le stesse cure come furono allevati i setter inglese e gordon, la sua razza sarebbe divenuta una delle migliori, se non la migliore di tutti i cani da ferma". Per il futuro i destini della razza, nel nostro Paese come nel resto d'Europa, sono nelle mani di pochi appassionati, che allevano a livello amatoriale con grande passione ed enormi sacrifici per salvaguardare e migliorare le qualità originali del setter irlandese, producendo buoni cani da caccia e, qualche volta, qualche ottimo cane da prove.
L'impegno della S.i.S.. dei Club di razza, deve essere quello di venire loro in aiuto, operando per far si che l'allevamento italiano possa replicare e migliorare i lusinghieri risultati ottenuti negli ultimi anni, potenziando la produzione di validi soggetti, affinché il setter irlandese continui ad essere quel bellissimo cane da caccia voluto da coloro che lo hanno selezionalo alla fine del millesettecento.

                                                                                                                                           CARATTERISTICHE DI LAVORO
L'andatura è di galoppo deciso, facile, velocissimo, quasi quanto quello del pointer. La sua meccanica si avvicina però a quella del setter inglese, tenuto conto che è più alto sugli arti e di portamento eretto. Egli non sì abbandona a serpeggiamenti . Nelle lunghe folate, su diagonali ampie e ben spaziate, intercala al galoppo molto allungato dei balzi irregolari, quasi sbandamenti; talvolta riunisce gli arti in qualche passo di galoppo serrato, ma di preferenza si allunga in larghe compassate silenziose falcate, sollevando appena i piedi da terra di quel tanto da non incespicare.
Ben eretto sul garrese, il collo montante e la testa leggermente inclinata sull'orizzontale, da l'impressione di «guardare» all'orizzonte, più che di fiutare, e con la coda abbassata, immobile, ricorda alla mente la "silhouette" del lupo che insegue la preda a vista.
Entrando in una zona lievemente impregnata di effluvio, la rimonta con qualche taglio inclinato, rallentando il galoppo, che intramezza a qualche passo di trotto in punta di piedi; si erge anche maggiormente sull'anteriore, come per guardare più lontano, e la coda, sempre bassa, da qualche lieve ondulazione trasversale.
Accortosi che l'allarme è stato falso, riprende gradatamente la solita andatura. Se, al contrario, s'accorge della presenza del selvatico, abbassa lievemente il posteriore, rallenta fino a procedere al passo e si «ferma» in posa nobile e sicura, ma non troppo nervosa o contratta. Ben ritto sull'anteriore, le orecchie portate erette, il collo montante, la canna nasale lievemente abbassata. gli occhi ardenti, che si direbbe «vedono» il selvatico; le narici dilatate e in febbrile azione analizzatrice . II posteriore per contro, non «sente» la solennità del momento, resta in posizione normale, un po’ ripiegato con la coda cadente,  immobile.

Firmun Devil  in perfetto stile di ferma,Ecc. in prova classica a quaglie (scartozzi andrea)


 

                                                                                                                                               IGNORA IL SOSPETTO
Questo setter, per il suo portamento alto in cerca e per l'olfatto eccellente, è lo specialista delle ventate a distanze iperboliche. Bisogna però ben conoscerlo per accorgetene, poiché egli pochissimo manifesta esteriormente. Tende, per contro, ad avvicinarsi quanto basta per ben accertarsi, non conoscendo, per così dire, la ferma di sospetto o in bianco. Entrando di taglio in una zona impregnata d'effluvio così forte che lo rende immediatamente sicuro della presenza del selvatico, si ferma in qualche passo e si abbassa un po' tutto, con il collo allungato e la testa protesa, tendenti all'orizzontale; indi si rinfranca e va di passo in ferma, come su descritto. Se poi entra d' improvviso in effluvio che lo avverte di essere a ridosso di un selvatico, cade in ferma subitanea, quasi seduto sui garretti, la coda a terra, indifferente, ma sempre un po' eretto sull'anteriore e la solita espressione della testa. Allorquando s'accorge che il selvatico tenta di salvarsi, pedonando, lo segue con una sicurezza assoluta, mettendosi prima in posizione ben eretta, con la testa portata alta o altissima, ma la canna nasale mai montante: indi di passo o di trotto silenziosissimo, sovente ambio,non si lascia mai giocare, poiché si mantiene sempre a giusta distanza con il fuggitivo. La coda penzoloni, oscilla un po' quando cammina e ridiventa immobile ad ogni stazione.



                                                                                                                       IRLANDESI NELLE MARCHE IL SECOLO SCORSO
                                                                                                                                            di Andrea Scartozzi

I primi esemplari di setter irlandese giunti nelle Marche, nella zona di Fermo e Porto S. Giorgio (AP), furono importati dalla  famiglia dei nobili Salvadori Paleotti nel 183,  in conseguenza del fatto che la famiglia inglese Collins si stabilì nella regione imparentandosi con i Salvadori Paleotti. Grazie all'amicizia che lega la mia famiglia ai Conti Salvadori Paleotti e in particolare grazie alla gentile collaborazione della contessa Valentinella S.P. nonché alla raccolta fotografica pubblicata dall'Editoriale Andrea Livi, si è potuto ritrovare alcune testimonianze fotografiche di setter irlandesi risalenti all'anno 1897. Dalle foto, che pubblichiamo, risulta evidente come questi cani fossero molto amati dai proprietari, tanto da essere messi sul piano degli affetti più cari essendo sempre presenti nelle foto do famiglia, accanto ai nuovi eredi. Il conte Tommaso Salvadori Paleotti cacciava in tutto il mondo e aveva raccolto una collezione di animali imbalsamati vastissima, dal più piccolo dei volatili all’orso bianco, alle tigri dell’Asia. Collezione tutt’ora visibile  ed aperta al pubblico grazie alla donazione fatta dagli eredi al Comune di Fermo.  Se un cacciatore cisi appassionato usava ed adorava i suoi setter irlandesi, uno rosso e l’altro rosso e bianco ( in fondo girando tutto il mondo avrebbe potuto comprare cani di qualsiasi razza e particolare bravura venatoria) un motivo doveva pur esserci. La risposta ci viene data dai racconti di caccia fatti dai nonni ai nipoti, oggi nonni a loro volta. Viene raccontato, infatti, che questi cani erano imbattibili rispetto alle altre razza presenti nella regione ( setter inglesi, pointer e spaniel), per velocità, presa di punto e resistenza. I bianco rosso sembra deficitassero  un po’ nel riporto, mentre i tutto rosso fossero ottimi riportatori, soprattutto in acqua. All’epoca la zona di caccia di Porto San Giorgio si estendeva dal mare, dove esistevano zone palustri ricche di beccaccini ed acquatici e, passando sulle colline del Fermano ricce di lepri e starne, arrivava fino ai Sibillini, patria incontaminata della coturnici. Notare come 100 anni fà il tipo fosse già molto simile a quello attuale.

         
Foto della famiglia Salvadori Paleotti 1897 con il nipote e il loro setter irlandese


                                                                                                                                              STANDARD UFFICIALE
                                                                                                                                STANDARD F.C-I N. 120 DEL 10.09.1992


Caratteristiche generali Di gran razza, pieno di qualità e di espressione dolce.
Testa Lunga e asciutta,  né stretta né cesellata e neppure grossolana   agli   orecchi.   Tartufo   «acajou»   corico. Narici larghe. Il muso è moderatamente profondo e abbastanza quadra-to alla punta, lungo allo stop al margine  anteriore  del  tartufo; mascella di lunghezza pressoché   uguale. Labbra non pendule. Arcate sopraciliari  rilevate,  mostranti lo stop. Il cranio è ovale (da orecchio a orecchio), e la protuberanza  occipitale ben marcata.
Occhi Nocciola  scuro o marrone carico e non troppo grandi.
Orecchi Di grandezza moderala, di tessitura fine, attaccati bassi e ben indietro, pendenti in una piega netta completamente contro la guancia.
Collo Moderatamente lungo, molto muscoloso, ma non troppo grosso, leggermente arcuato, esente da giogaia.
Corpo Proporzionato; gabbia toracica larga, con costole ben cerchiate: torace il più profondo possibile e piuttosto stretto anteriormente. Reni muscolosi, leggermente arcuati.
Coda Di lunghezza moderata, proporzionata alla taglia del cane, inserita piuttosto bassa, forte alla base e affilantesi verso la punta; deve essere portata a livello o al di sotto della linea del dorso.
Arti anteriori Spalle fini alle punte, profonde e portate bene all' indietro. Arti anteriori diritti e nervosi; buona ossatura, con gomiti liberi, ben discesi non girati né indietro né infuori.
Arti posteriori Tutto il posteriore deve essere largo e vigoroso. Gli arti posteriori, dall'anca al garretto, devono essere lunghi e muscolosi; dal garretto al piede, corti e forti. Grasselle e cinture del garretto bene angolate e non rivolte né in fuori né in dentro.
Piedi Piccoli, ben fermi; dita forti, ben chiuse e arcuate.
Manto II pelo sulla testa, sulla parte anteriore degli arti e alla punta degli orecchi deve essere corto e fine, mentre su tutte le altre parti del corpo sarà di lunghezza moderata, piatto e il più possibile esente da arricciatura o ondulazioni. Le frange sulla parte superiore degli orecchi devono essere lunghe e seriche; sulla parte posteriore delle membra lunghe e belle; buon pelo sul ventre formante una bella frangia che può estendersi sul petto e sulla gola. Piedi ben frangiati fra le dita, la coda deve recare una bella frangia di peli moderatamente lunghi, diminuenti in lunghezza approssimandosi alla punta. Tutte le frange devono essere diritte e piatte il più possibile.
Colore Deve essere marrone brillante senza traccia di nero; del bianco sul torace, la gola o le dita, o una piccola stella sulla fronte, o una striscia o fiamma sul naso o sulla faccia non causano squalifica.


                                                                                                                                       STANDARD MORFOLOGICO
                                                                                                                        Rielaborazione commentata dal dr. Fabio Cajelli


Posto nella classificazione scientifica Cane  appartenente,   secondo   la  classificazione  di   Pierre Mégnin, al gruppo braccoide. Razza rettilinea a pelo lungo secondo la classificazione di  De Chambre.

Posto nella classificazione utilitaria Cane do caccia, da ferma.

Origini II nome di Red Irish Setter gli deriva, oltre che dal colore del mantello, anche dal suo paese d'origine: Irlanda.

Caratteri generali precisanti la razza (Aspetto generale, conformazione, proporzioni, armonia). E' il vero tipo del leggero mesomorfo, con muscoli lunghi e sistema nervoso sensibilissimo. La conformazione generale è quella di un atleta agile, il cui tronco sta nel quadrato; armonico rispetto al formato (eterometria) e relativamente ai profili (alloidismo).
Le caratteristiche di tipo nell'irlandese sono: mantello unicolore rosso mogano dorato e brillante, testa ad assi longitudinali cranio-facciali perfettamente paralleli, profilo inferiore del muso dato dalla mandibola con commessura labiale non visibile, garrese molto elevalo, occhio con rima palpebrale ovale, l'altezza al garrese uguale alla lunghezza del tronco, piedi piccoli di forma ovale. Costruzione asciutta, con ossatura fine pur essendo forte.

Testa Dolicocefalo leggera, asciutta, scarna, assoluta assenza di rughe sul cranio, non molto sviluppata in larghezza, ma in lunghezza, e infatti la suo lunghezza totale deve raggiungere i 4/10 dell'altezza totale della testa, ma deve essere inferiore. L'indice cefalico totale non deve oltrepassare il numero 50 e l'ideale è rappresentato dal numero 45. La lunghezza del muso deve essere uguale alla lunghezza della regione craniana e quindi la metà della lunghezza totale della testa cade sulla linea orizzontale che congiunge i due angoli interni degli occhi. Le direzioni degli assi longitudinali del cranio e del muso sono fra di loro perfettamente paralleli. E' "questa una qualità peculiare della razza".

Tartufo Le narici devono essere ben aperte, grandi, mobili; deve essere sulla stessa linea della canna nasale, con margine grosso; visto di profilo la sua faccia anteriore non deve sporgere sulla linea-anteriore delle labbra. II pigmento è nero.

Canna Nasale Retta. Per la sua lunghezza e direzione in rapporto all'asse del cranio: vedi Testa. La sua larghezza, alla metà della sua lunghezza, deve superare di poco il terzo della lunghezza della canna nasale.

Labbra e Muso Le labbra superiori sono sottili, ben aderenti alla mascella e si dipartono sotto il tartufo determinando, viste di fronte, un semicerchio, e sono sviluppate in altezza da coprire appena i denti della mandibola e quindi "il profilo inferiore del muso è dato dalla mandibola e non dal labbro superiore che è asciutto e secco". L'occhiello della commessura labiale non è di conseguenza "visibile". Le pareti laterali del muso sono parallele fra di loro e la sua faccia anteriore piatta (muso quadrato).

Mascelle Di sviluppo normale, tendenti alla linea retta, con arcate dentarie  combaciantesi   perfettamente   (a   forbice).  Dentatura sana, completa per numero e sviluppata normalmente.

Depressione naso-frontale La depressione nasofrontale è poco accentuata, perché i seni non sono sviluppati in avanti e in alto ma si prolungano molto all'indietro.

Cranio La sua lunghezza è uguale a quella del muso, per la sua lunghezza: vedi Testa. Di forma ovale in senso sagittale pelle sottile, ben aderente alle parli sottostanti, secco, asciutto, con apofisi occipitale ben marcata, con la parte superiore del cranio ovale. I seni frontali sono più sviluppati in lunghezza che in altezza; sutura metopica ben marcata.

Occhio Le palpebre ben aderenti al bulbo oculare, con la rima palpebrale ovale. Il bulbo oculare né sporgente, né infossato. L'occhio deve  essere grande,   ben  aperto,   con  sguardo dolce, e in posizione semilaterale. Il colore dell' iride è marrone o nocciola scura; la pigmentazione del margine palpebrale è uguale a quella del tartufo: cioè nera.

Orecchio Pendente, di forma che fende al triangolare, sottile, fine o tatto, inserito a livello dell'arcata zigomatica, piatto; con la testa in posizione orizzontale sorpassa non più di due centimetri la linea inferiore della gola. La faccia esterna del padiglione è ricoperta di pelo lungo, setaceo che arriva ai due terzi della sua lunghezza; la punta del padiglione è ricoperta di pelo corto.

Collo La sua lunghezza è di 4/10 dell'altezza al garrese, è uguale quindi alla lunghezza della testa. Non grosso, arcuato, asciutto, senza giogaia, con netta demarcazione alla nuca si fonde armonicamente alle spalle. Deve dare l'impressione di essere piccolo, ed il suo perimetro deve essere un po' meno di due terzi dell'altezza al garrese.

Corpo II tronco ha superiormente un profilo retto (dorso) e un profilo arcuato (lombo) (linea dorso lombare). Inferiormente, i profilo è quasi retto per tutta la lunghezza della regione sternale (che dev'essere lunga e presenta una linea che non è perfettamente retta ma leggermente convessa); dopo l'appendice xifoide, il profilo è dato dalla fine del ventre che rimonta dolcemente verso alto. Il profilo inferiore del tronco segue quindi il profilo superiore. La lunghezza del tronco, misurata dalla punta della spalla o braccio (articolazione scapolo omerale)  alla punta della natica (punta dell'ischio) è uguale all'altezza al garrese: sta nel quadrato.

Petto L'irlandese tipico è piuttosto stretto di petto tanto che, a prima vista, potrebbe sembrare quasi di aspetto gracile. La sua larghezza, misurata fra i margini supero-anteriori delle braccia, non deve superare un quinto dell'altezza al garrese o mezza lunghezza della testa. In un cane di 60 cm al garrese il petto dovrebbe essere quindi di 12 cm. Il manubrio è a livello della punto delle spalle.

Torace Ben disceso da oltrepassare di due o tre cm il livello del gomito, profondo e leggermente carenato, convesso nella sua parte alta. Gli archi costali devono essere ben aperti; il profilo della regione sternale, che deve essere lunga, rimonta leggermente caudalmente. In un irlandese di cm 60 al garrese, il torace dovrebbe avere le seguenti misure: perimetro cm 75 (dietro il gomito) - perimetro agli archi costali: 64 cm -profondità: cm 32 - altezza: cm 32 - diametro trasversale: cm 18. L'indice toracico sarà quindi rappresentato da un numero non superiore a otto, preferibile se inferiore.

Coste Ben cerchiate in alto, oblique; spazi intercostali estesi; le false costale lunghe, oblique e ben aperte.

Dorso Garrese molto elevato sulla lineo del dorso e stretto per la lunghezza e l'avvicinamento fra di loro della punta delle scapole. La lunghezza del dorso è di circa il 31% dell'altezza al garrese. Il profilo superiore del dorso è retto.

Lombo o rene Corto, ben fornito di muscoli e ben fuso con la linea del dorso è ben arcuato visto di  profilo.  La sua lunghezza è poco meno di 1/5 dell'altezza al garrese e la sua larghezza poco meno della sua lunghezza.

Ventre e fianchi II profilo inferiore del ventre rimonta leggermente in alto in modo da non far considerare il ventre asciutto e tanto meno retratto. La lunghezza del fianco deve essere quasi uguale a quella del lombo.

Groppa Lunga, muscolosa, larga, avvallata, ma non troppo e cioè la sua inclinazione non deve superare il 20% circa sull'orizzontale. La sua lunghezza è di 1/3 dell'altezza al garrese e il diametro trasversale fra le due anche è di 1/7 dell'altezza al garrese.

Coda La coda, data la conformazione della groppa, è attaccata in basso, portata orizzontalmente o in basso: può presentare una linea quasi retta in tutta la sua lunghezza con leggera concavità al margine superiore, o a scimitarra (concavità più accentuata). E' più grossa alla radice e va affusolandosi verso la punta. La sua lunghezza è uguale all'altezza dell'arto anteriore al gomito e può oltrepassare questa misura di pochi centimetri. E' fornita di frangia a forma di triangolo isoscele dello stesso colore del manto e deve cominciare due o tre centimetri più in basso della radice della coda.

Organi sessuali Normalmente sviluppati e nella loro sede naturale: i due testicoli devono essere di eguale sviluppo e contenuti nello scroto.

Arti anteriori Appiombi normali visti di profilo
1)  La verticale, abbassata dall'articolazione scapolo-omerale (punta della spalla o del braccio) deve cadere a terra toccando la punta delle dita.
2)  la verticale, abbassata dall'articolazione omero-radiale deve dividere in due parti quasi uguali (la maggiore è quella anteriore) l'avambraccio, il carpo, uscendo fuori posteriormente a livello della metà lunghezza del metacarpo. Appiombi normali visti di fronte - La verticale abbassata dall'articolazione scapolo-omerale (punta della spalla o del braccio) deve dividere in due parti quasi uguali l'avambraccio, il carpo, il metacarpo e il piede.

Spalla La spalla è lunga circa 1 /4 dell'altezza al garrese, ben obliqua e con un'inclinazione da 45 a 55 gradi (ideale 45 gradi) sull'orizzontale; forte, libera nei suoi movimenti, coperta da muscoli lunghi e nettamente divisi l'un dall'altro. Le punte delle scapole, rispetto al piano mediano del corpo, ben avvicinate l'una all'altra.

Braccio II braccio è lungo poco più della metà dell'altezza dell'arto anteriore al gomito e la sua obliquità inferiore a quella della spalla (da 60° a 70° sull'orizzontale). La sua direzione è quasi parallela all'asse mediano del corpo.

Avanbraccio Di ossatura forte, presenta una sezione ovale; la sua lunghezza è uguale a quella del braccio, presenta una linea verticale e la scanalatura carpio-cubitale ben evidente. I gomiti devono trovarsi in un piano parallelo al piano mediano del corpo.
L'altezza di tutto l’arto anteriore al gomito (punta dell'olecrano) è del 50% dell'altezza al garrese e cioè in setter irlandese di cm 60 al garrese, l'altezza dell'arto anteriore al gomito è di cm. 30.

Carpo e metacarpo II carpo segue la linea dell'avambraccio e così pure il meta-carpo visto di fronte; visto di profilo il metacarpo deve essere steso (vedi appiombi arti anteriori). La lunghezza del metacarpo è di circa un sesto o poco più dell'altezza dell'arto al gomito.

Piede Di forma ovale (piede di lepre) piccolo, asciutto, con dita ben unite e arcuate, con suole asciutte e dure, pigmentate in nero; pure le unghie forti e ricurve devono essere nere.

Arti posteriori Appiombi normali visti di profilo - La verticale abbassata dalla punta deve toccare la punta delle dita, essendo il metatarso in posizione verticale. Visti   posteriormente  -  La  verticale  abbassata  dalla   punta della natica deve dividere in due parti la punta del garretto il metatarso e il piede.

Coscia Ben fornita di muscoli, con margine posteriore leggermete convesso, in un cane di 60 cm al garrese la sua lunghezza è di circa 20 cm e la sua larghezza, misurata da un margine all'altro della sua faccia esterna, di 15 cm; la sua direzione è leggermente obliqua all'indietro in avanti e dall'alto in basso di circa 75 gradi sull'orizzontale e, rispetto alla verticale, parallela al piano mediano del corpo.

Gamba Con buona ossatura e ben fornita di muscoli asciutti e lunghi e scanalatura gambale ben marcata. La sua inclinazione è di circa 40 gradi sull'orizzontale e la sua lunghezza è di poco inferiore a quella della coscia.

Garretto Le sue facce devono essere ben sviluppate in larghezza e il suo angolo, data l'inclinazione della tibia a 40°, chiuso. La distanza da terra alla punta del garretto deve essere non più del 27% dell'altezza al garrese. Visto di dietro, la linea posteriore che dalla punta del garretto scende a terra, deve trovarsi sulla verticale e sul prolungamento della linea della natica.

Metatarso Robusto e asciutto. Per la sua lunghezza vedi Garretto. Visto dietro e di profilo deve trovarsi sulla verticale. La sua faccia interna deve essere priva di speroni. Deve essere in posizione verticale.

Piede Ha i requisiti di quello anteriore; di forma meno ovale.

Manto Unicolore rosso mogano dorato e brillante senza la minima traccia di nero, diffuso anche alle frange degli arti e della coda. Una piccola macchia bianca al petto e secondo alcuni cultori della razza, anche sulla fronte o alle dita, benché non  desiderata,   non  porta  alla  squalifica.  Alcuni  cinofili affermano che l'irish setter a manto rosso e bianco (blood red and white) era in origine altrettanto puro quanto il rosso unicolore. Sir Edward Laverack lo dice essere più antico e più puro.

Pelo Lungo da 5 a 6 cm, di tessitura setaceo, ben stirato, con ricche frange, ma leggere, non folte. Lungo sul corpo, sulla parte superiore esterna del podiglione, forma frangia sul margine posteriore degli arti, alla regione sternale, alla gola e alla coda. Corto e fine sulla testa, sulle faccie laterali e margini anteriori degli arti e sulla punta dei padiglioni delle orecchie. I  piedi,  fra  le  dita,  devono  essere  ben  guarniti  di  pelo. Sottopelo abbondante solo nella stagione invernale.

Pelle Sottile e ben aderente agli strati sottostanti; il collo e la gola esenti da giogaia; la testa non deve presentare rughe. Le mucose apparenti e le sclerose, le unghie e la suola dei cuscinetti digitali e plantari devono essere nere. Le mucose apparenti e le sclerose se depigmentate costituiscono difetto, se diffusamente depigmentate portano alla squalifica.

Altezza al garrese Nei maschi da 56 a 64 cm nelle femmine da 54 a 62 cm.

Peso Dai 20 ai 30 Kg.

Andatura In caccia: al galoppo. Nella considerazione che il setter irlandese caccia a galoppo spinto la SIS ritiene che la taglia eccessiva sia negativa alla velocità e che i cm 62 siano la taglia ideale.

                                                         

                                                                                                                                  DIFETTI DI TIPO E DI COSTRUZIONE


Caratteri generali, apparenza, simmetria Insieme  comune,   grossolano,   pesante,   linfatico;   ossatura pesante o troppo leggera; mancanza o deficienza di simmetria.

Testa Assi superiori cranio-facciali divergenti o convergenti (difetto gravissimo, se accentuato: squalifica );corta, non leggera.

Tartufo Non pigmentato uniformemente in nero, piccolo, rialzato, sulla linea della canna nasale o più in basso, sporgente sulla linea della faccia anteriore del muso. Depigmentazione totale o diffusa: squalifica.

Canna nasale Corta, stretta, linee laterali convergenti fra loro. Concave (squalifica), convesso (montonina) (se leggermente, difetto grave, se accentuato: squalifica).

Labbra e muso Labbra troppo sviluppate in modo che sorpassino in basso la mandibola (difetto gravissimo) commessura visibile e peggio se accentuata (difetto gravissimo); labbra flaccide, spesse e carnose. Convergenza delle linee laterali del muso (muso a punta, non quadrato); muso corto.

Mascelle Prognatismo (se accentuato; squalifica), enognatismo (squalifica). Dentatura incompleta, erosioni diffuse in senso orizzontale dei denti.

Cranio Corto, piatto superiormente e largo ai lati; poco o troppo sviluppata la cresta occipitale; non marcata la sutura metopica. Depressione naso-frontale troppo accentuata.

Occhio Microftalmo, prominente, ogiva rotonda, iride chiaro, gazzuolo (squalifica), ectropion e entropion, sguardo sospettoso; strabismo (se bilaterale: squalifica) in posizione frontale; laterale o ultra-laterale. Depigmentazione del margine palpebrale parziale, se totale: squalifica.

Orecchio Lungo o troppo corto, inserzione alta o troppo in basso, rigido o accartocciato, con la punta largamente arrotondata.

Collo Grosso, corto, con giogaia, non arcuato, non ben fuso con le spalle.

Spalla Diritta, corta, le punte delle scapole non avvicinate e con muscoli poco sviluppali.

Braccio Troppo obliquo, corto, non muscoloso, ossatura troppa forte.

Avambraccio Ossatura esile, troppo forte, grossolana o spongiosa, con osso rotondo; non in appiombo con gomiti divergenti e convergenti, scanalatura carpio-cubitale, poco evidente.

Carpo Con ossa carpione ipertrofiche, piccolo, spongioso, arrembato o cavo.

Metacarpo Corto, esile o troppo lungo, diritto o troppo steso, fuori appiombo.

Piede Rotondo, grande, dita non ben unite, piatto, dita non arcuate; fuori appiombo; unghie e cuscinetti non neri.

Corpo Non nel quadrato:  il suo diametro longitudinale superiore all'altezza del garrese.

Petto Largo o troppo stretto;  muscoli poco sviluppati;  manubrio dello sterno situato in basso.

Torace Poco   disceso   e   poco   profondo   e   perimetro   deficiente. Regione sternale corta e appendice xifoide rivolta in dentro; a botte, troppo largo.

Coste Non cerchiate o cerchiate al centro del torace, troppo cerchiate; archi castali poco aperti, false coste corte, non aperte.

Dorso Corto, insellato, cifotico, garrese basso .

Lombi Lunghi, muscolatura poco sviluppato.

Ventre e fianchi Ventre retratto, fianchi lunghi e rientranti.

Organi sessuali Monorchidissimo, criptorchidismo (squalifica) non contenuti nello scroto e di sviluppo non uguale.

Groppa Corta, stretta non giusta, avallata.

Coscia Corta, troppo o poco obliqua, sviluppo muscolare deficiente, portata in fuori alla regione della grassella.

Gamba Corta, poco inclinata, esile o di ossatura troppo forte; scanalatura gambale poco evidente.

Garretto Fuori appiombo, alto, faccia laterale stretta, con angolo troppo chiuso o aperto.

Metatarso Lungo, troppo ossuto o esile, fuori appiombo, presenza di sperone (squalifica).

Piede Come l'anteriore.

Coda Anurismo e brachiurismo (squalifica). Attaccata alta o troppo in basso, troppo lunga o troppo corta, a candela, a trombetta (squalifica), flaccida, penzolante, deviata lateralmente.

Manto Non rosso mogano e non brillante, colore marrone o fegato (squalifica), presenza di peli neri, frange chiare, slavate.

Pelo Corto, ondulato, ricciuto (squalifica),non setaceo.

Pelle Grossolana, spessa, non ben aderente ai tessuti sottostanti, giogaia, rughe sulla testa; depigmentazione diffusa o totale del tartufo o oi margini palpebrali dei due occhi (squalifica).

Altezza al garrese Deficiente o esagerata.

Andatura Trotto continuato nel lavoro, ambio (squalifica).

IRISH SETTER KENNEL, RED DEVIL, PUPPIES, FERMO, MARCHE, ITALY.

ALLEVAMENTO AMATORIALE SETTER IRLANDESE, RED DEVIL, CUCCIOLI SETTER IRLANDESI, FERMO, MARCHE, ITALIA.